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– PENSIERO DEL GIORNO DOPO - Cinecittà – ROMA,15 novembre 1967 DIO e/o LA NATURA HA CREATO L’UOMO LIBERO E SOCIALISTA, LA MELA DI EVA = ( SETE DI POTERE ) HA FATTO DELL’UOMO UN FASCISTA GUERRAFONDAIO. LO SCRIBACCHINO
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POLITICA
Berlusconi: les immigrants ne sont pas bienvenus, sauf les «jolies filles»
14 febbraio 2010
 

Berlusconi: les immigrants ne sont pas bienvenus, sauf les «jolies filles»

il y a 4 heures 21 min

Slate.fr

Buzzer !


Silvio Berlusconi n'en finit plus de faire des mauvaises blagues. Lors d'un sommet sur l'immigration avec son homologue albanais vendredi 14 février, le premier ministre italien a déclaré à des journalistes que l'Italie n'acceptait «que les jolies filles d'Albanie». Lire la suite l'article

Silvio Berlusconi, qui est en procédure de divorce avec sa femme Veronica Lario excédée par ses infidélités supposées, s'est aussi permis une petite blague avec des femmes journalistes albanaises: «Je suis célibataire maintenant», selon le Daily Telegraph.

L'opposition italienne a immédiatement réagi à cet énième dérapage, par la voix de la porte-parole Paola Pellegrini:

Une fois de plus, Berlusconi retombe dans son humour de caserne. Même face à une tragédie humaine comme l'immigration de personnes désespérées, d'Alabanie dans ce cas précis, le premier ministre reprend son obsession de réduirela femme à de la viande fraiche prête à être consommée. Il est un vieil homme qui prétend diriger un pays qui a été soumis à la propagande de ses chaînes de télévision et de ses journaux.

Le worst of de Berlusconi

Dans le même registre «humour de caserne», lors d'un voyage aux Etats-Unis en 2009, le premier ministre italien avait déclaré que l'Italie était un superbe pays pour investir «parce que nous avons moins de communistes de nos jours et de belles secrétaires, de superbes filles».

Lors d'une rencontre avec le premier ministre Danois Anders Fogh Rasmussen en 2002, Silvio Berlusconi l'avait décrit comme «le plus beau des premier ministres en Europe» et n'avait pas hésité à suggérer que sa femme Veronica devrait avoir une histoire avec lui.

En 2005, Berlusconi avait choqué la Finlande en déclarant qu'il avait dû user de toutes ces «tactiques de playboy» pour convaincre la présidente du pays Tarja Halonen de l'opportunité d'installer l'Autorité européenne de sécurité des aliments à Parme. Helsinki avait officiellement demandé des explications suite à ce dérapage.

En novembre dernier, Silvio... Lire la suite sur Slate.fr

MA QUNDO FINIRA DI DIRE STR ……. E DI FARCI PRENDERE PER FESSI DA TUTTI I GIORNALI STRANIERI ??

Secondo me MAI ! al posto dei bulbi capelliferi gli hanno trapiantato bulbi di PILU di escort ….

POLITICA
SIAMO VERANTE ALLA FRUTTA ?
3 febbraio 2010
  Dal blog di Beppe Grillo

Nel 2008 gli Stati salvarono le banche dal fallimento, quelle stesse banche che avevano causato la crisi. Da allora è iniziato un domino mondiale. Dalla crisi finanziaria durata qualche mese, il tempo necessario per iniettare liquidità nelle banche, si è passati alla crisi economica con effetti a catena. Chiusura delle aziende, licenziamenti di massa, calo dei consumi, crollo del valore del mercato immobiliare, diminuzione del gettito fiscale. Per evitare il collasso gli Stati hanno usato il debito pubblico. Hanno indebitato i cittadini in modo inconsapevole (il debito pubblico nell'immaginario è sempre di qualcun altro), prima per tenere in vita le banche, poi per le spese correnti. L'innalzamento del debito ha avuto come effetto l'aumento degli interessi che gli Stati devono pagare a chi ha comprato le nuove emissioni di titoli. Gli interessi sono un cappio al collo dello sviluppo del Paese. Più interessi dal debito, meno capacità di politica economica. Più cresce il debito, più i tagli allo Stato sociale sono l'unica soluzione possibile.
Se uno Stato, prima della crisi, aveva un alto debito pubblico, ha dovuto indebitarsi oltre il punto di non ritorno. La domanda che tutti si pongono è: "Quando si raggiunge il punto di non ritorno?". E' semplice, quando nessuno compra più i titoli di Stato. In mancanza di compratori lo Stato deve dichiarare bancarotta, va in default, non paga gli stipendi ai dipendenti pubblici e le pensioni. Un'altra domanda che ci si deve porre è: "Quali Stati hanno più probabilità di fallire?". Anche in questo caso la risposta è semplice, quelli che oltre a un grande debito pubblico pre crisi e a un suo forte incremento post crisi hanno diminuito la loro capacità produttiva. Producono di meno (il cosiddetto PIL) e, allo stesso tempo, aumentano il loro debito. Nell'UE gli Stati con queste caratteristiche sono almeno tre: Grecia, Italia e Spagna.
Grecia e Italia sono accomunate dalla stessa strategia, vendere il loro debito agli Stati extra UE, in quanto la UE non riesce a soddisfare l'offerta continua di Temorti e di George Papandreou. Tremorti ha venduto il nostro debito in Cina lo scorso mese, curiosamente, dato che il debito è nostro, non sappiamo il valore della vendita. La Cina con il debito ha comprato una parte della nostra sovranità nazionale, forse Termini Imerese o scivoli privilegiati per il commercio estero. Anche la grande Cina ha però i suoi limiti e, dopo aver digerito Tremorti, non ha acquistato i 25 miliardi di euro di titoli greci proposti la scorsa settimana dalla Goldman Sachs.
A Davos stanno discutendo dell'economia mondiale le stesse persone che hanno provocato la più grande bolla degli ultimi 150 anni. Circola una domanda: "Fallirà prima l'Italia o la Grecia?". Gli investitori internazionali hanno già dato una risposta tecnica. I titoli di Stato dei Paesi a rischio sono coperti da un'assicurazione sul loro fallimento detta CDS, Credit Default Swap. L'Italia è prima assoluta, con molte lunghezze sul secondo in classifica. La Grecia è solo quinta. Alla catastrofe con ottimismo. 01.02.2010..........

Da quello che scive Grillo Ho la vaga sensazzione che siamo all'ammazzacafè !

 

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